
L’ipocondria è un disturbo che si manifesta come un continuo interessamento al corpo e alla sua salute. Il soggetto ipocondriaco anche definito malato immaginario, compie una continua e ossessiva osservazione dei sintomi che non rivelano quasi mai patologie vere e proprie, e tanto meno lo stato di ansia e nervosismo solito di un soggetto che soffre di questo disturbo.
Il termine ipocondria deriva dall’antica parola Hypocondrium, che vuol dire “al di sotto delle coste”, e viene collegata al sintomo di dolore addominale che molti soggetti colpiti da questo disturbo manifestano. L’ansia e anche la depressione possono scatenare ipocondria, visto che psicologicamente questo disturbo rappresenta un meccanismo di difesa atto a proteggere da un eventuale pericolo che può essere sia interno che esterno e che riguarda le relazioni con il mondo esterno e/o il rapporto con sé stesso. L’ipocondriaco tenta di allontanarsi dalla vita reale (a volte anche inconsciamente), evitando in questo modo possibili fallimenti. Questa malattia colpisce maggiormente le donne e di solito si manifesta in soggetti che hanno tra i quarant’anni e i cinquanta.
L’ipocondria genera un meccanismo che non ha fine. Il soggetto si preoccupa in modo costante per la propria salute eseguendo visite ed esami che non riescono in ogni caso a tranquillizzarlo; inoltre questo stato di ansia indebolisce realmente il soggetto, aumentando la sintomatologia, e creando reazioni a catena che continua ad aumentare le preoccupazioni nel soggetto. Le preoccupazioni di un soggetto ipocondriaco sono addirittura fantasiose, e possono riguardare ogni tipo di funzione corporea come il battito del cuore, le alterazioni fisiche di qualsiasi natura, e anche delle semplici sensazioni a livello fisico che vengono analizzate nel tentativo di trovare la spiegazione peggiore. Una persona che soffre di ipocondria si agita anche soltanto sentendo parlare di malattie, e il suo disturbo è causa di vari problemi relazionali, visto che vi è una continua richiesta di attenzione e di comprensione.
E’ bene sottolineare che effettuare dei controlli medici motivati, e avere una preoccupazione saltuaria per la propria salute, non rappresenta in alcun modo un problema, e non ha alcun legame con l’ipocondria, trattandosi di un atteggiamento del tutto normale e comprensibile in particolare in determinate fasce di età che richiedono una maggiore attenzione per la salute. Esiste inoltre un tipo di ipocondria transitoria, che non è un vero e proprio disturbo psichico, e che può manifestarsi a causa di gravi stress (malattie gravi superate, morti di persone vicine); solitamente in questi casi il disturbo che non è grave cessa con il diminuire dello stress.
Per capire meglio quali sono le caratteristiche di un soggetto ipocondriaco possiamo fare alcuni esempi che caratterizzano l’azione di un soggetto affetto da questo disturbo.
- L’ipocondriaco esamina un unico dato e lo trasforma in una malattia. Si parte da un semplice malanno per arrivare a una patologia vera e propria. Molto spesso il soggetto ipocondriaco non è interessato a scoprire realmente un eventuale patologia o la natura dei sintomi, visto che tende ad autodiagnosticarsi dando per certa l’ipotesi peggiore.
- L’ ipocondriaco non segue alcuna logica nel tentare di spiegare eventuali sintomi. Preferisce spesso rimandare i controlli occupando il suo tempo a trovare la spiegazione peggiore.
I sintomi in un soggetto ipocondriaco sono così intensi da causare un vero e proprio disagio emotivo e/o un elemento che limita le capacità del paziente nel svolgere in modo adeguato la propria vita. L’ansia e la sofferenza che colpiscono chi soffre di ipocondria, arrivano infatti a ridurre la qualità della vita del soggetto. Questo disturbo, come accennato sopra, nasconde di solito un quadro generale di ansia e depressione e la volontà da parte del soggetto di spostare l’attenzione dai problemi reali e dalle preoccupazioni che davvero lo colpiscono e che hanno una natura differente. E’ quindi fondamentale per coloro che soffrono di ipocondria chiedere aiuto a uno psicologo o uno psicoterapeuta per individuare il giusto percorso che consenta loro di gestire e superare questo disturbo.
Autore: Ilaria Mancini - Email mancini@guidaconsumatore.com